ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere
| Home page | Iscrizione | Documenti | Bibliografia | Collegamenti |
|---|
di Angelo Toppino
Arrivai in Biblioteca musicale, allora era in via Roma, nel settembre del 1974.
Tra i primi utenti che conobbi c'era Eugenio Gatto.
In quel periodo aveva un gruppo per eseguire musica medioevale. Il suo gruppo musicale era un quartetto con due fratelli e uno studente del Conservatorio più giovane ma molto interessato
allo sviluppo tecnologico.
Io avevo come hobby un piccolo complesso musicale e mi cimentavo con le prime esperienze musicali applicate all'elettronica. C’era il moog e poi arrivarono i sintetizzatori moderni con le tastiere che usano ancora oggi i complessi musicali. Eugenio Gatto era molto interessato ai computer applicati alla musica elettronica e in quel momento nacque la nostra amicizia.
Iniziò a seguire Karlheinz Stockhausen che si può definire il padre della musica elettronica. Stockhausen era un grande esperto di computer e si occupava di oscillatori e circuiti a cui applicare la musica a cui cambiava completamente la visione. Rifece anche delle sinfonie di Beethoven e arrivò fino alla musica jazz. Anche Luigi Nono già alla fine degli anni Cinquanta aveva fato sperimentazioni di musica elettronica come fecero anche Luciano Berio e altri autori del periodo.
Tutti questi autori erano presenti nei vinile catalogati in biblioteca. Quindi Eugenio si alternava all'ascolto e alla ricerca di spartiti di musica antica, quando c'erano in biblioteca gli altri componenti del suo gruppo musicale, allo studio degli strumenti elettronici applicati alla musica. La mia iniziale conoscenza dell’elettronica e la sua esperienza fecero sì che diventassimo amici e si facessero lunghe discussioni di vari tipi di soluzioni per i computer.
Ci rivedemmo fino a quando la biblioteca si trasferì alla Tesoriera di corso Francia ma Eugenio era sempre più impegnato con il lavoro e ci vedemmo sempre meno. Del periodo della Tesoriera ricordo un giorno in cui ci mettemmo con lui per portare una spinetta al salone del primo piano alla villa della Tesoriera. Le scale erano strette e nelle curve dovevamo tenere la spinetta sulla tromba delle scale con il terrore che di colpo cadesse e si schiantasse sul pavimento.
Mi piace ricordarlo entrare in biblioteca con il suo tabarro nero e il pellicciotto del tabarro che gli avvolgeva il collo, e con la sua voce da basso mi diceva: "Ciao Angelo".
Nel frattempo si stava automatizzando il Centro rete delle Biblioteche civiche. Il Centro rete era molto impegnato nell'automazione perché doveva catalogare tutti i libri per il Sistema bibliotecario urbano di Torino. C'erano molte riunioni con responsabili di biblioteche decentrate presso la villa Amoretti in cui si cercava di elaborare le varie richieste delle biblioteche. Ricordo anche molte riunioni tra responsabili delle biblioteche del Piemonte che dovevano scegliere un sistema unico per parlarsi. Proprio in questo contesto di lavoro arriva Eugenio Gatto già carico di esperienza informatica a dare un apporto decisivo all'allestimento del sistema.
Eugenio Gatto e la Biblioteca musicale: un utente particolare = (ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere) — <https://www.iskoi.org/doc/gatto/toppino.htm> : 2025.10.27 - 2025.10.27 -