ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere


La bottega del sapere

Accanto a Eugenio Gatto sull'orlo di Abisso 72

di Alessandro Corsi


In una delle prime foto apparse in rete per segnalare la morte di Eugenio Gatto, io sono seduto accanto a lui. Questo basta a giustificare il titolo di questo ricordo. E qui proverò a spiegare cosa ho appreso stando accanto a Eugenio e in particolare riguardo ad AIB-CUR, un dettaglio che ho chiamato Abisso 72 (il nome deriva dalla passione speleologica di Eugenio, di cui viene data testimonianza nell'incontro di oggi stesso).

Prima di tutto però il racconto di come ci siamo conosciuti. L'occasione è stata quella di un incontro torinese organizzato da AIDA, il 10 ottobre 1994. Eugenio Gatto tra i più attivi sulla lista AIB-CUR è proprio di Torino; io e mia moglie Stefania Manzi (entrambi in partenza per la trasferta AIDA) l'abbiamo contattato via mail per avere qualche suggerimento su alberghi e soggiorno. Ci siamo dati appuntamento per il nostro arrivo nel pomeriggio, ma poi siamo arrivati con grande ritardo e l'incontro è saltato. Eravamo comunque riusciti a contattare l'albergo per avvisare del ritardo e per avvertire che le persone che sarebbero venute ad aspettarci venissero informate. Al nostro arrivo Eugenio e Fernanda non c'erano (ci saremmo visti il giorno dopo), ma ci avevano lasciato il quotidiano del giorno con gli indirizzi dei ristoranti consigliati cerchiati a matita, come anche film e spettacoli teatrali. Ci siamo subito sentiti accerchiati emotivamente da tanta premura e cortesia: era inevitabile che da lì nascesse un'amicizia.

Per passare a questioni tecniche, approfitto di una frase di Alberto Petrucciani ad un incontro pisano: "se una notizia non transita in AIB-CUR, la notizia non esiste". Insomma, AIB-CUR ha una responsabilità forte nella comunicazione bibliotecaria e dunque la mailing list va curata con attenzione.

Un caso esemplare (interruzione di riga a 72 caratteri) può servire per capire meglio il lavoro di gestione della lista. La questione la indica Eugenio in una nota finale al manualetto online per le ricerche in AIB-CUR.



 

Nel testo delle mail è conveniente andare a capo "a mano" e non affidarsi a formattazioni particolari o automatismi, altrimenti le righe lunghe si spezzano dopo 72 caratteri e nel messaggio appare il valore esadecimale, preceduto dal segno di =, di spazio vuoto: =20. Non ricordo perché ci sia questo limite di 72 caratteri, ma se lo scriveva Eugenio era garantito. Insomma, standogli accanto avevo sviluppato un pregiudizio favorevole nei confronti delle sue affermazioni (potevo anche non capirle, ma senz'altro erano giuste). E questo valeva anche per le soluzioni pratiche. Nel caso di Abisso 72 (chiamiamo così questo esempio), la soluzione proposta era quella di usare un righello a vista. Le linee composte esattamente da 72 trattini (in epoca di videoterminali monospaziati) che sezionano il testo di INTERR GUIDA servono soprattutto a avere una percezione immediata della lunghezza da non oltrepassare.



 

La questione riguarda anche i caratteri speciali (esempio: le lettere accentate) che vengono rese nella forma quoted-printable (segno = seguito dal valore esadecimale). I testi sono scarsamente leggibili e questo diventa il contenuto archiviato, indipendentemente da come crede di averlo scritto l'autore. Eugenio consigliava di limitarsi all'uso povero della tastiera (la polizza di caratteri ISO 646) per ottenere testi puliti e ben ricercabili. Uno stratagemma per la leggibilità era di sostituire le accentate con la stessa lettera semplice seguita dall'apostrofo, anche se si tratta di una infrazione ortografica.

Altro caso di codifiche non consapevoli è quello legato all'invio di documenti PDF o DOC. Qui non entrano in gioco i valori esadecimali, ma codifiche solo alfanumeriche incomprensibili. Per gli allegati entra in gioco la "traduzione" base 64 (come nella mail riprodotta) che è illeggibile e non ricercabile. Da qui la raccomandazione a evitare allegati con locandine o altro, ma casomai un link alle locandine online.



 

La gestione tecnica della lista obbligava quindi a ritoccare i testi per metterli a pulito, portarli "in bella copia". I ritardi nella distribuzione sono inevitabili, ma non vanno confusi con la moderazione e tantomeno la censura. Questa gestione tecnica (auto-moderazione) così attenta da parte di Eugenio Gatto, la vedo come chiara applicazione pratica di una delle famose proposizioni di Wittgenstein:

se un pensiero può essere espresso, può essere espresso chiaramente.
   [Tractatus logico-philosophicus, 4.116]

 


Accanto a Eugenio Gatto sull'orlo di Abisso 72 = (ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere) — <https://www.iskoi.org/doc/gatto/corsi.htm> : 2025.12.10 - 2025.12.10 -