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La bottega del sapere

Eugenio, il d'Artagnan dell'informazione

di Valentina Comba


Ho raccolto tanti frammenti di vita di Eugenio da numerosi amici e amiche che mi hanno aiutato a ricordare.

Alcune note di contesto, riguardo al CED dell'Università di Torino, dove Eugenio ha cominciato a lavorare nel 1975. Il CED era stato creato a partire dal 1968, un “bunker” nel giardinetto dell'Istituto di Fisica in corso Massimo d'Azeglio: lì era stato piazzato un IBM 360/44. In quel periodo furono assunti “a fattura” alcuni tecnici, tra cui Aligi Michelis, Claudio Masiero, Furio Grazzini, Gianfelice Mura, ecc. Bisognerebbe aprire una parentesi per parlare degli informatici, del corso di laurea e del difficile rapporto con l'Università, che lamentò presto i costi del CED: fino a portare a importanti conseguenze; comunque tutta la storia del CED è ben raccontata da Giolito e dalla Reineri [40-100: Il Centro di Calcolo dell'Università degli studi di Torino: note, personaggi e ricordi, in YouTube, 2014]. Il CED traslocò poi in alcuni locali affittati dall'Università di Torino in via San Massimo 41: lì fu piazzato il calcolatore IBM 360/67, precursore della serie 370 (che non stava nel bunker di corso Massimo). In quel periodo fu assunto Eugenio, insieme ad altri (Sergio Iovacchini, Maria Rosaria Cagnazzo, ecc.).

Ho incontrato Eugenio la prima volta in via San Massimo (ma non mi ricordo perché vi andai). Erano lì tutti e quattro: Aligi, Gianfelice, Claudio ed Eugenio e ripensandoli mi fecero venire in mente i Tre Moschettieri (Aligi = Porthos, Claudio = Athos, Gianfelice = Aramis e d'Artagnan naturalmente Eugenio, che allora aveva il capello lungo). Erano molto affiatati, se la passavano bene insieme: ogni giorno andavano a pranzo a casa dell'uno o dell'altro. Ricordando quegli anni, Aligi conferma che insieme fecero un primo corso di informatica di base a Erica Gay e Silvia Levi, che si sarebbero occupate di SBN in Regione.

Nel 1980 il CED chiuse, perché era stato creato il CSI Piemonte e l'Università di Torino non vedeva motivo di gestire autonomamente risorse di calcolo e personale. Il quartetto si sparpagliò: Aligi andò a lavorare nel privato, Gianfelice nelle facoltà umanistiche, Claudio nell'area medica (ma non sono sicura e non sono riuscita a rintracciarlo). Eugenio, che conosceva l'ing. Naldi direttore della Biblioteca di ingegneria perché entrambi frequentatori di un corso di flauto dolce, chiese il distacco al Politecnico con lo scopo di occuparsi dell'automazione delle biblioteche (e seguì anche un corso di biblioteconomia, a quanto mi è stato detto).

E veniamo agli anni Ottanta. Il CSI Piemonte fu incaricato dalla Regione di occuparsi dell'adesione delle biblioteche e dello sviluppo di SBN. Ad una delle prime riunioni Furio Grazzini (anche lui proveniente dal CED dell'Università di Torino) e Dario De Jaco (ex centro di documentazione FIAT) si trovarono di fronte ad un contesto... un po' sorprendente: la Civica di Torino non ne voleva sapere, la Civica di Settimo stava sviluppando un suo programma per personal computer denominato Nic-Set (che poi fu la base del software Erasmo), il Politecnico — ovvero Eugenio Gatto — disse che avrebbe configurato e utilizzato Minisis in autonomia. E così fu: le biblioteche del Politecnico utilizzarono per molti anni Minisis; Eugenio provò anche ad implementare la Colon Classification che fu utilizzata almeno in una biblioteca del Politecnico. La migrazione del catalogo su Aleph, assai complessa, fu realizzata dopo il 1997.

Nella prima metà degli anni Ottanta Eugenio fu trasferito in pianta stabile al Poli (anche se lui avrebbe preferito continuare ad essere in organico all'UniTO). Il trasferimento avvenne in cambio della responsabile della biblioteca della Facoltà di Ingegneria Ellis Sada, che andò ad occuparsi della biblioteca della Facoltà di Economia, curando anche il suo trasloco da piazza Arbarello ai Poveri Vecchi, nuova sede della Facoltà. Negli anni Ottanta io ero a conoscenza di tutte queste situazioni, ma me ne stavo defilata alla Biblioteca di medicina interna, dove cominciai a fare ricerche bibliografiche online con una telescrivente Olivetti TTY e linea telefonica (ITAPAC e collegamento Italcable con la NLM di Bethesda) a partire dal 1985. In modo un po' isolato ho anche realizzato il catalogo dei periodici di tutta la Facoltà (22 biblioteche di istituto), entrando in ACNP: sinceramente era tutto quello di cui avevano bisogno gli utenti di Medicina.

Dell'epoca di AIB-CUR hanno detto altri; il suo rigore era proverbiale. Una mia cara amica di Bologna mi ha narrato una piccola storia. Laura Cavazza e Margherita Spinazzola dell'Istituto Beni Culturali dell'Emilia Romagna erano state costrette ad usare un unico PC ed un unico account per collegarsi a Internet: casp@ibc.regione.emiliaromagna.it — e quindi iscriversi ad AIB-CUR; e naturalmente Eugenio ha fatto subito sapere loro che gli account collettivi non erano ammessi. Comunque, mi dice Laura, lui è stato poi gentile e non si sa come, è riuscito a far funzionare l'account casp, che serviva a Laura responsabile delle biblioteche mediche e a Margherita che collaborava con il CERL.

Provavo una sincera sintonia con le posizioni di Eugenio riguardo all'automazione delle biblioteche, e ammiravo molto le sue capacità informatiche applicate all'organizzazione dell'informazione catalografica.

L'ho incontrato qualche volta negli anni Novanta — ricordo di essere andata a trovarlo nello scantinato della villetta di fronte al Poli dove era stato defenestrato — e poi una volta a cena a casa mia con Fernanda e Riccardo. Per me Eugenio rimarrà sempre il d'Artagnan delle informazioni — bibliografiche e non — pronto a brandire la spada e incurante delle reazioni altrui.

 


Eugenio, il d'Artagnan dell'informazione = (ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere) — <https://www.iskoi.org/doc/gatto/comba.htm> : 2025.10.28 - 2025.10.28 -