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Biblioteche e strani acronimi: il contributo di Eugenio Gatto

di Sebastiano Midolo


Di Eugenio Gatto ho pochissimi, ma ottimi ricordi. Purtroppo non ho ritrovato nessun appunto risalente a quel periodo (mi riferisco agli anni tra il 1985 e il '92 circa), ma ricordo che il mio interesse quasi patologico per l'informatica (essendo io in realtà un bibliotecario assunto per concorso — da bibliotecario — e assegnato alla Biblioteca musicale Andrea Della Corte di Torino), mi aveva portato a cercare informazioni con un atteggiamento quasi famelico.

Grazie a Giulia Visintin ero riuscito ad avere un contatto con Eugenio, che ero andato a trovare al Politecnico. Completamente affascinato da quel mondo informatico a me sconosciuto, letteralmente assorbivo tutto quello che potevo. È vero che la mia formazione non era tecnica, ma mi era chiarissimo che il lavoro in biblioteca aveva bisogno assoluto di strumenti informatici, che però all'epoca non conoscevo e che comunque non erano a disposizione delle Biblioteche civiche torinesi. Volevo costruirmeli io, quegli strumenti, e in quell'ottica cercavo di ottenere informazioni dai pochi esperti con cui ero riuscito a mettermi in contatto (tra cui la già citata Giulia Visintin). Con Eugenio si parlava di database testuali, di information retrieval, di standard per la posta elettronica, di tabelle di caratteri... inutile dire che ne parlava soprattutto lui, io ascoltavo e prendevo nota, figurandomi come tradurre in pratica quelle preziose informazioni. E voglio citare soltanto uno di questi strumenti, inventato di sana pianta proprio a seguito delle conversazioni con Eugenio.

Rigoroso assertore della necessità di utilizzare “seriamente” la posta elettronica, mi aveva spiegato la logica di funzionamento del software LISTSERV, che girava su un VAX con sistema operativo OpenVMS; con questo software Eugenio gestiva, credo, la mailing list dell'Associazione italiana biblioteche, o l'avrebbe gestita da lì a poco. Ero conquistato dall'utilizzo ingegnoso dell'email con la sua capacità di convogliare comandi in grado di essere interpretati da una macchina.

Avendo potuto mettere le mani su un server Unix (Aix, ricordo bene) che non so come era arrivato in biblioteca (beh, lo so, ma in questa sede non serve parlarne), e data la mia passione per Unix e derivati, avevo verificato che potevo intercettare i messaggi di posta (con procmail, per chi ama le cose tecniche) e farli interpretare da uno script, che automaticamente forniva via email una risposta al mittente. Era così nato un servizio sperimentale, pomposamente chiamato IRMG (acronimo di Information Retrieval Mail Gateway), che all'arrivo di un messaggio invocava una procedura; questa ne interpretava il contenuto e, qualora la sintassi dei comandi risultasse corretta, eseguiva le corrispondenti ricerche sul catalogo (con i dati allora disponibili, non molti in verità) che avevo predisposto e installato sullo stesso server; la lista dei titoli trovati con le relative segnature di collocazione veniva quindi spedita al mittente in forma testuale. Anche qui, quasi inutile dire che questo sistema, essendo — potremmo dire eufemisticamente — non proprio amichevole, fu usato per pochissimo tempo, però consentiva di consultare il catalogo (quello allora disponibile, ripeto) in un'epoca in cui non esistevano i browser web (o esistevano da poco: Netscape è del 1994; Lynx — browser testuale molto amato dal sottoscritto e sicuramente anche da Gatto — del 1992). Mi piace pensare (ma purtroppo non ho più le email che lo potrebbero testimoniare) che Eugenio Gatto fosse tra i primi a darmi un riscontro, utilizzando per prova il preistorico e peraltro estinto IRMG.

Nota finale: solo qualche mese fa ho scoperto, perché mi è stato riferito da altri, che Eugenio fosse tra le altre cose un appassionato di musica, anche come interprete: ebbene, è curioso, e nello stesso tempo indicativo del carattere per così dire austero dei nostri rapporti (sul quale carattere evidentemente eravamo in tacito accordo), che all'epoca questo comune interesse (essendo io a mia volta amante della musica e del pianoforte, che ho sempre suonato da dilettante, ma con grande passione) non fosse mai emerso nelle nostre conversazioni a base di norme ISO e terminali nero- verdognoli. Questo per me indica solo una grande e apprezzabile discrezione, forse più consona a quegli anni che non ai nostri tempi spudoratamente social.

 


Biblioteche e strani acronimi: il contributo di Eugenio Gatto = (ISKO Italia. Documenti. La bottega del sapere) — <https://www.iskoi.org/doc/gatto/midolo.htm> : 2025.10.27 - 2026.02.03 -