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I thesauri tra cataloghi e Web
Firenze. Istituto degli Innocenti : 6 febbraio 2009

ThIA, Thesaurus italiano infanzia e adolescenza : presentazione

Antonella Schena (Istituto degli Innocenti)

Il processo di costruzione del Thesaurus italiano infanzia adolescenza si può dire che abbia accompagnato l'evolvere dell'attività di documentazione ed informazione, che l'Istituto degli Innocenti ha iniziato a svolgere dalla metà degli anni Novanta per la Regione Toscana e poi dal 1997 per il Centro nazionale di documentazione ed analisi per l'infanzia e l'adolescenza.

Il Thesaurus infatti è stato implementato sulla base dell'indicizzazione dei diversi documenti (libri, articoli, leggi, statistiche, film e progetti) che via via venivano raccolti, seguendo una metodologia di costruzione dal basso verso l'alto.

Ma considerare la costruzione di un thesaurus come un atto meramente strumentale, credo che sia per certi aspetti riduttivo, visto che ormai i thesauri vengono considerati come veri e propri sistemi di organizzazione della conoscenza, basati su strutturazioni concettuali che hanno una relazione con il sapere diffuso in una società, che a sua volta è in continuo divenire. I thesauri infatti, pur utilizzando per la loro funzione principale di recupero dell'informazione una visualizzazione alfabetica, si basano in realtà su una struttura di tipo sistematico ed è proprio sotto questo aspetto, come ha sottolineato Vanda Broughton nel suo libro recentemente tradotto in italiano [1], che essi sono stati a lungo sottovalutati, tanto da contrapporli alle classificazioni. I thesauri invece, proprio per la loro capacità di rappresentare i rapporti tra i concetti in maniera rigorosa ma al tempo stesso flessibile, risolvendo le ambiguità presenti nella lingua naturale, costituiscono dei modelli concettuali molto validi per la strutturazione di un campo di conoscenza. Il Thesaurus quindi non è solo da considerare uno strumento per l'indicizzazione di contenuti, ma è anche uno strumento portatore di conoscenza [2].

Ed è proprio sotto questo profilo che vorrei presentare il ThIA, soffermandomi in modo particolare su due aspetti, che peraltro penso possano interessare maggiormente la discussione di oggi: da un lato l'identificazione e la strutturazione del suo campo semantico, specificatamente dedicato all'infanzia e all'adolescenza, dall'altro la sua funzionalità in contesti più generali e non strettamente legati ai cataloghi bibliografici, come i sistemi informativi sociali o la comunicazione web.


Per quanto riguarda il primo punto si può dire che il ThIA ha cercato di formalizzare un campo concettuale nuovo anche dal punto di vista epistemologico, che si è determinato in seguito ai processi culturali e sociali avvenuti nella società, sia a livello istituzione che in ambito internazionale, in modo particolare negli ultimi venti anni. Non sarebbe stato infatti pensabile costruirlo prima dell'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dei bambini del 1989 e a livello italiano a partire dalla sua ratifica nel 1991. La Convenzione ONU sui diritti dei bambini ha, infatti, determinato dei cambiamenti fondamentali sia a livello culturale che formale ed istituzionale.

Sul piano culturale la Convenzione ONU ha affermato un'idea di bambino più reale e concreta, riconoscendolo una persona umana con una propria originalità, potenzialità e peculiarità, ed un soggetto di diritti capace di partecipare attivamente alla vita sociale, in altre parole un "cittadino in crescita", così come lo ha definito Alfredo Carlo Moro che fu ideatore e presidente del Centro nazionale a cui va il nostro ricordo e riconoscimento. In questo modo l'infanzia e l'adolescenza hanno acquisito una rilevanza propria sul piano sociale e psicologico, non ponendosi più soltanto in relazione con temi riguardanti il mondo degli adulti come ad esempio la famiglia, la protezione e la tutela, ma con quelli che più direttamente coinvolgono la loro condizione sociale e psicologica.

Questa nuova attenzione all'infanzia contenuta nella Convenzione è stata determinata da due importanti fattori: in ambito giuridico dal processo di specializzazione dei diritti umani universali, attraverso la produzione di disposizioni giuridicamente vincolanti dedicate a specifici gruppi di persone ed in ambito sociologico dalla diffusione di movimenti e studi specificatamente dedicati ai bambini come la sociologia dell'infanzia, che li riconosce finalmente come una categoria sociale a sé stante.

Infatti, a differenza di altre discipline quali la psicologia e la pedagogia, le scienze sociali fino agli inizi degli anni Ottanta hanno registrato uno scarso interesse verso i bambini e gli adolescenti, i quali venivano studiati prevalentemente in rapporto ad altre categorie di soggetti, gli adulti, ritenendoli per certi aspetti una sorta di appendice di qualcun altro o di qualche cosa d'altro e non come bambini e basta.

In opposizione a questa visione tradizionale del bambino, è nata una nuova sociologia dell'infanzia, i childhood studies, che ha cercato di includere i bambini nell'analisi sociologica, introducendo una prospettiva puerocentrica in opposizione a quella adultocentrica, considerandoli cioè attori sociali attivi e competenti [3], titolari di diritti specifici, incluso appunto quelli di partecipazione attiva alle scelte che li coinvolgono [4].

Sul piano formale ed istituzionale la Convenzione ha determinato la creazione di sistemi di conoscenza e monitoraggio della condizione dei bambini che permettessero ai paesi aderenti di redigere rapporti periodici da sottoporre al Comitato dei diritti del bambino dell'ONU e di sviluppare politiche ed interventi per l'attuazione di tali diritti. La Convenzione ha previsto inoltre che venga effettuata un'ampia azione di diffusione dei suoi contenuti.

A partire dalla metà degli anni Novanta in Italia si è sviluppata così una particolare attenzione delle istituzioni pubbliche e della società civile nei confronti dell'infanzia e dell'adolescenza. Tale attenzione si è concretizzata in una produzione inedita, anche se talvolta ambivalente, di studi, azioni e politiche, nonché di una rilevante elaborazione di norme e leggi sull'argomento, come ha evidenziato in un suo scritto Valerio Belotti, coordinatore del Centro nazionale [5].

Per adempiere agli obblighi imposti dalla Convenzione e per assumere politiche a favore dei bambini, l'Italia ha creato un sistema istituzionale e tecnico che fosse in grado di supportare questi processi conoscitivi prevedendo l'Osservatorio nazionale per l'infanzia, il Centro nazionale di documentazione ed analisi per l'infanzia e l'adolescenza ed infine osservatori di livello regionale per le politiche locali, con l'intento di creare una rete di flussi informativi sull'argomento.

Pertanto si può dire che grazie all'approvazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989 e alla crescente presenza di studi e ricerche che individuano i bambini e gli adolescenti quali oggetto di indagine specifica ed autonoma, l'infanzia e l'adolescenza sono divenuti un campo concettuale ben definito, dal quale è possibile selezionare una terminologia specifica. In altre parole, grazie all'identificazione del campo concettuale e alla raccolta della terminologia contenuta nella letteratura prodotta in questi anni sull'argomento, si sono creati i presupposti per la costruzione di un thesaurus dedicato all'infanzia e all'adolescenza, quale il ThIA.

L'attività di indicizzazione dei documenti è iniziata così a metà degli anni Novanta, proprio nel momento in cui questi fenomeni si stavano manifestando e la letteratura su tali temi cominciava ad essere prodotta in maniera più consistente. Per descrivere il contenuto dei documenti si fece quindi ricorso in un primo momento alla terminologia proveniente da altri thesauri secondo un sistema di tipo postcoordinato, nel quale cioè i termini vengono combinati tra loro solo al momento della ricerca.

La terminologia proveniva da thesauri generali quali ad esempio il Macrothesaurus dell'UNESCO e il TRT (Thesaurus regionale toscano), utilizzato dalla rete COBIRE — di cui fa parte anche la nostra Biblioteca — oppure specializzati nei diversi ambiti disciplinari come il Thesaurus europeo dell'educazione o il Thesaurus italiano di sociologia. Sono stati utilizzati anche thesauri più specifici come il Thesaurus UNICEF, nato sui temi della cooperazione internazionale a favore dell'infanzia, e il Thesaurus on Youth elaborato da Jean Aitchison per il National Youth Bureau del Regno Unito nel 1981; infine l'International Children's rights Thesaurus, realizzato sempre da UNICEF sul tema dei diritti dei bambini [6]. Essi presentavano comunque una copertura limitata degli argomenti, inoltre erano in lingua inglese, cosa che implicava un loro adattamento alla lingua italiana, non sempre riconducibile ad una semplice traduzione, dato le evidenti differenze di significato e definizione che questi termini avevano con quelli italiani.

Sulla base di questa prima terminologia e di una "griglia tematica", elaborata dall'allora presidente Moro per approfondire la conoscenza dei diversi aspetti della condizione dell'infanzia in Italia, fu deciso nel 2000 di procedere alla costruzione di un Thesaurus che trattasse l'infanzia e l'adolescenza in maniera unitaria e multidisciplinare.

Questa griglia tematica ha costituito anche la base per la costruzione di un sistema di classificazione, che viene utilizzato anche per la collocazione fisica dei documenti: lo Schema di classificazione infanzia e adolescenza del Centro nazionale. Probabilmente è arrivato il momento di mettere a confronto questi due strumenti per procedere ancora più decisamente verso la loro completa integrazione e condivisione, sia per quanto riguarda le strutture gerarchiche che la terminologia, dimostrando così, se ce ne era bisogno, quanto questi due strumenti siano vicini tra loro.

Un altro aspetto che ha influito sulla costruzione del Thesaurus è stato il passaggio da un'indicizzazione dei documenti di tipo post-coordinato ad uno pre-coordinato, grazie all'impiego della Guida all'indicizzazione per soggetto, realizzata dal GRIS (Gruppo di ricerca per l'indicizzazione per soggetto) dell'Associazione italiana biblioteche [7]. Il metodo ha risposto all'esigenza di ottenere un'indicizzazione più efficace e coerente rispetto al sistema post-coordinato, utilizzato precedentemente, assolutamente privo di sintassi. Il metodo elaborato dal GRIS invece si basa sulla costruzione di stringhe di soggetto in cui i termini sono combinati tra loro secondo precise regole sintattiche e in cui ogni elemento significativo della stringa costituisce un potenziale accesso al soggetto e quindi al documento. Tale metodo prevede che, oltre al controllo sintattico, venga effettuato anche quello terminologico, al fine di determinare il controllo della forma dei termini (morfologia) e la struttura delle relazioni semantiche tra i termini. Ciò significa che il metodo GRIS presuppone in maniera inscindibile l'uso di un vocabolario di indicizzazione di tipo controllato, organizzato in maniera formalizzata, secondo il modello a tre relazioni: relazione sinonimica, gerarchica e associativa. In altre parole esso presuppone l'uso di un thesaurus.

Quanto alla struttura del ThIA, essa si basa su sette ambiti tematici: Infanzia e adolescenza, Cultura, Educazione, Istituzioni, Processi psicologici, Salute, Società che al loro interno sono suddivisi per faccette (ad esempio: Attività, Persone e gruppi, Processi, Strumenti, ecc.).

Nel corso del lavoro avevamo pensato in un primo momento di strutturare il thesaurus in un'area core che contenesse tutti i termini specifici relativi all'infanzia e all'adolescenza e in altre aree marginali con termini più generali. Ci siamo resi conto tuttavia che questo tipo di suddivisione era eccessivamente rigida, obbligando a decidere per ogni termine la sua collocazione, attribuendo un valore di centralità o marginalità di argomento.

Ci è sembrato quindi che la poligerarchia fosse l'unica strada possibile per avere da un lato un ambito specifico dedicato all'infanzia e all'adolescenza, che contenesse i concetti chiave relativi a questo argomento secondo una rete di relazioni specifica e coestesa e dall'altro ambiti tematici più generali nei quali i termini potessero trovare una collocazione in base alle gerarchie proprie della struttura classificatoria di ciascun ambito.


Il secondo aspetto che volevo trattare in questa presentazione è relativo alla funzionalità e al significato che uno strumento così specifico come il ThIA può avere in altri contesti di lavoro che non sono artefici di tale specificità, ma che possono comunque trarre benefici da questa elaborazione sia per quanto riguarda la sua struttura concettuale che la sua terminologia .

Si è già parlato della traccia che esso lascia sul piano culturale in quanto organizza questo nuovo sapere in modo unitario, riconoscendo i bambini come una categoria sociale distinta dagli adulti e l'infanzia e l'adolescenza come un momento specifico ed irripetibile della vita di un essere umano. La terminologia riguardante questo gruppo di persone nelle sue diverse sfacciature è ampia e corredata da note esplicative, elaborate grazie anche all'attività di analisi e di ricerca svolta dal Centro regionale e nazionale di documentazione.

Ma l'apporto forse più significativo dato dal ThIA è nell'ambito della produzione di strutture e terminologia riguardanti l'insieme delle azioni e dei servizi realizzati in Italia per i bambini e gli adolescenti, anche perché la documentazione raccolta non riguarda tanto argomenti teorici, quanto piuttosto aspetti applicativi e di intervento rivolgendosi prevalentemente a coloro che operano a favore di questi soggetti. In particolare per quanto riguarda i servizi si sono accettati e strutturati termini e relative definizioni condivisi a livello nazionale in documenti prodotti dalla Conferenza Stato-Regioni. Con la riforma del titolo V della Costituzione che individua le Regioni come gli unici soggetti ad avere piena competenza legislativa e di intervento diretto sull'infanzia e l'adolescenza, la condivisione e la definizione del sapere non è oggi un aspetto secondario o scontato.

L'utilizzo di tali strutture di termini potrebbe essere utile per la realizzazione di nomenclatori di servizi da utilizzare nel campo della ricerca quantitativa e qualitativa e nei sistemi informativi sociali che difficilmente seguono i criteri e i principi delle classificazioni o dei linguaggi controllati e quasi mai utilizzano l'esperienza dei professionisti dell'organizzazione della conoscenza.

È invece ormai sempre più diffuso l'impiego dei thesauri per l'organizzazione e la ricerca nel Web, di cui credo avremo oggi modo di parlare. Per la nostra esperienza sarebbe particolarmente interessante utilizzare il ThIA nel Portale infanzia e adolescenza del Centro nazionale, che è in corso di realizzazione. L'impiego che fino ad ora ne è stato fatto è assai timido in quanto riguarda l'utilizzo della sua terminologia per la taggatura dei contenuti. I termini sono poi strutturati in categorie molto ampie di appartenenza: Argomenti, Organizzazioni, Spazio, Strumenti e Tempo. Sarà quindi per noi particolarmente interessante conoscere esperienze più avanzate in questo campo, che utilizzino ad esempio sistemi come SKOS.

Infine, essendo il Thesaurus un vocabolario controllato e dinamico di termini, esso impone, per sua stessa natura, un aggiornamento continuo e quindi anche impegni per il futuro. Pensiamo alla sua traduzione almeno nella lingua inglese e forse anche in francese, per rendere il thesaurus uno strumento di ricerca da utilizzare nel contesto internazionale nel quale ormai le nostre attività vengono sempre più proiettate, grazie alla rete europea ChildonEurope di cui il Centro nazionale ha la funzione di segretariato e alla Biblioteca Innocenti Library, nata dalla collaborazione con UNICEF. Tale operazione, che ci auguriamo possa essere concretamente realizzata, non potrà essere concepita come una semplice traduzione di termini, ma implicherà un lavoro di confronto e comparazione di dati, soprattutto per quanto riguarda la definizione e strutturazione della terminologia relativa agli interventi e ai servizi per l'infanzia e l'adolescenza e quella attinente agli istituti giuridici della famiglia che possono presentare differenze significative da paese a paese. Un'esperienza in questo senso è stata avviata, seppure ancora senza concrete possibilità di sviluppo, con il Dipartimento di linguistica dell'Università di Firenze sul tema delle adozioni internazionali. Il progetto riguarda la realizzazione di un vocabolario strutturato in lingua italiana e russa da destinare a coloro che operano nel campo delle adozioni sia come operatori pubblici e di enti autorizzati, che traduttori presso i tribunali o le istituzioni per redigere protocolli di intesa con i paesi di origine dei bambini adottati.

Ci auguriamo davvero che vi siano le condizioni per creare queste prospettive future, mettendo al primo posto lo sviluppo di una conoscenza che favorisca seppure indirettamente il benessere ed i diritti delle nuove generazioni.

 


Note

1: V. Broughton, Costruire thesauri: strumenti per l'indicizzazione e metadati semantici, Milano: Editrice Bibliografica, 2008.

2: S. Spinelli, I thesauri nelle biblioteche universitarie, in Bibliotime, III, n. 1, <http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-iii-1/spinelli.htm>.

3: R. Bosisio, Il percorso dell'infanzia nel mondo dei diritti, in Viaggio attraverso i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, a cura di F. Mazzuchelli, Milano, F. Angeli, 2006, p. 26-27.

4: Ibidem, p. 34-35.

5: Per approfondimenti su come è stata rappresentata e comunicata l'infanzia in Italia si veda V. Belotti, Cappuccetto rosso nel bosco dei media: comunicare l'infanzia e l'adolescenza in quotidiani e televisioni in Italia, Milano, Guerini studio, 2005.

6: Per un maggiore approfondimento su questi strumenti che hanno comunque costituito le fonti del Thesaurus infanzia e adolescenza si veda la pubblicazione a stampa e su CD-ROM: Th.i.a.: Thesaurus italiano infanzia e adolescenza. Firenze: Istituto degli Innocenti, 2007, p. 33-35.

7: Associazione italiana biblioteche. Gruppo di ricerca sull'indicizzazione per soggetto, Guida all'indicizzazione per soggetto. Roma: AIB, 1996.

 


ThIA, Thesaurus italiano infanzia e adolescenza : presentazione / Antonella Schena = (I thesauri tra cataloghi e Web : Firenze. Istituto degli Innocenti : 6 febbraio 2009) = (ISKO Italia. Documenti) — <http://www.iskoi.org/doc/thesauri2.htm> : 2009.02.10 -